La Società delle Maschere

La Società delle Maschere - Rudi Records RRJ1011

Dinamitri Jazz Folklore

Dimitri Grechi Espinoza, alto sax
Emanuele Parrini, violin
Beppe Scardino, baritone sax
Pee Wee Durante, hammond organ
Gabrio Baldacci, guitar
Andrea Melani, drums
Simone Padovani, percussion

#5,6 Piero Gesuè, voice

take a look

Recorded April 2012 by Ivan A. Rossi, SAM Recording Studio (Pisa)
and 8brr.rec Studio (Milano) Additional Engineering Marco Gorini.
Cover photo by Giulia Naldini
Art by Ale Sordi

tracks:

1. Terra                               9.50
2. Acqua 6.50
3. Fuoco 6.40
4. Aria 8.14
5. Blues Africane 5.35
6. Bashir 3.30

 

Note di Copertina a cura di Luigi Onori

L’arte espressa ne “La società delle maschere” si rivela attualissima e arcaica, quasi archetipica. Dinamitri Jazz Folclore è, peraltro, fin dalla sua fondazione un gruppo che spiazza, agisce di sorpresa, attua una “guerriglia sonora” che cerca profondità e rifugge stereotipi. Cosmologia e maschere, universo ed interiorità, uomo ed animale, blues ed Africa, Tuareg ed emigrazione. Il settetto dona forte ritualità ad una musica che connette l’essere umano a quanto gli gira intorno. Ecco, allora, una suite sui cinque elementi cosmologici terra-acqua-fuoco-aria: <<Manca l’etere – spiega D.Grechi Espinoza - in quanto è un elemento che genera e ‘racchiude’ gli altri e non l’abbiamo sonorizzato. La musica è rituale nel senso che espone il percorso di reintegrazione dei quattro elementi nel quinto>>. La suite è frutto del percorso iniziato nel 2011 (“Metastasio Jazz”: frammenti su YouTube, regia di N.Baldi). <<Per la musica che ho scritto e proposto al gruppo (ci eravamo dati un anno di tempo, dalla prima di Prato) non ho utilizzato nessuna tecnica compositiva occidentale, nemmeno del jazz. Ogni elemento – chiarisce ancora Espinoza - è caratterizzato da un modo che si compone di melodia e ritmo grazie ai quali e sui quali abbiamo realizzato la nostra meditazione sonora>>. Vengono in mente i “tala” ed i “raga” della musica indiana ma la matrice culturale è più africana, come rivelano le maschere usate anche ai tempi dell’intensa collaborazione con Amiri Baraka. Le maschere (costruite da F.Biancalani) nascono dall’influenza del musicista e ricercatore congolese Goma Parfait Ludovic e <<dalla possibilità di favorire l’ascolto interiore di un mondo invisibile che ogni animale, da noi scelto, rappresenta>>. Fra trance controllata e modalismo, la suite agisce alternando una multicolore gamma di timbri, ritmi e suoni dove non esistono solisti ma voci di una coralità diffusa, totalizzante, organica. Un altro profilo sonoro del Dinamitri Jazz Folclore viene fuori dai materici ”Blues Africaine” e “Bashir”: <<un nostro omaggio alla musica Tuareg>> e ancora una volta il jazz visto dal (nord) Africa, arricchito dai testi dolenti e dalla vocalità macerata (fra dialetto e folclore immaginario) del cantante fiorentino Piero Gesuè. Dal cosmo alll’emigrazione, entrambi lati del nostro esistere.

Liner Notes by Luigi Onori

A current, though archaic and almost archetypal art is expressed in “La società delle maschere”, "The society of masks". Dinamitri Jazz Folklore has been, since its foundation, a group that catches unprepared, that acts by surprise, implementing a "guerrilla of sounds" that seeks the depth, avoiding stereotypes. Cosmology and masks, universe and interiority, man and animal, blues and Africa, Tuareg and emigration. The septet gives a strong ritual music that connects human beings to what revolves around them. Here is a suite that moves along the five cosmological elements: Earth-Water-Fire-Air: “The ether is the only one missing – explains D..Grechi Espinoza – as it is the element that generates and holds the others, to which we have not given voice. The music is ritual in the sense that it exposes the reintegration path of the four elements within the fifth one”. The suite is the result of a process that began in 2011 ("Metastasio Jazz" – a few snippets are on YouTube – directed by N.Baldi). “ I did not use any western compositional technique, not even jazz, to write the music I proposed to the group (we granted each other a year's time from the opening night in Prato). Each element – emphasize Espinoza – is characterized by a mode that is made up of melody and rhythm through which and within which we have built our sound meditation.” The sound reminds you of the "tala" and "raga" of the Indian music but the cultural matrix is ​​African, as revealed by the masks used at the time of the intense cooperation with Amiri Baraka. Masks (created by F.Biancalani) arise from the influence of the Congolese musician and researcher Goma Parfait Ludovic “and by the ability to facilitate the listening of an invisible world that is represented by every single animal we have chosen.” Between controlled trance and modalism, the suite alternates a multicolored array of timbres, rhythms and sounds where there are no soloists, but rumors of a widespread, all-encompassing, organic single-voicedness Another sound profile of Dinamitri Jazz Folklore comes from the physical "Blues Africaine" and "Bashir" “our tribute to the Tuareg music”, once again Jazz seen from (North) Africa, enriched by the painful texts and the consumed vocalization (between dialect and imaginary folklore) of the Florentine singer Piero Gesuè. From the cosmos to emigration, on both sides of our existence.

 

 Eur 12,00

 

 

 

 

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