Rudi RecordsCreative Music and Adventurous Jazz

All About Jazz | Experience Nexus!

Tiziano Tononi & Daniele Cavallanti Nexus, Experience Nexus!, Rudi Records 2017

Nexus, la connessione musicale intrapresa da Tiziano Tononi e Daniele Cavallanti trentasette anni fa, prosegue con tenacia e si rinnova attraverso il reclutamento di nuove forze eccellenti. All'epoca del primo disco, Open Mouth Blues, i due musicisti milanesi avevano riunito attorno a sé i talenti del compianto trombonista Luca Bonvini, del trombettista Pino Minafra, del contrabbassista Paolino Dalla Porta. Attraverso gli anni, l'esperienza si è andata consolidando e rinvigorendo attorno alle tematiche forti care ai due leader: la vitalità e la tenacia della cultura nero-americana, irradiata dallo spirito musicale, ma estesa a tutti i livelli della cultura e della tensione alla dignità umana.

La formazione si è modificata negli anni, ospitando tra l'altro musicisti quali Herb Robertson, Mark Dresser, Glenn Ferris, Gianluigi Trovesi, e tenendo viva la fiamma che alimenta la propria adesione alla grande musica della libertà e della liberazione, con dediche e ispirazioni che vanno da Ellington ad Ayler. Nutrendosi anche alla fascinazione di altri tenaci spiriti, come quello di Marguerite Duras. Di recente il sodalizio è diventato Experience Nexus!, con un nuovo organico di settetto che riunisce giovani e tenaci talenti della scena lombarda, come il trombettista Gabriele Mitelli e il sassofonista, clarinettista e flautista Francesco Chiapperini, ma anche musicisti il cui apprezzamento sulla scena è consolidato, come i toscani Silvia Bolognesi ed Emanuele Parrini e il campano Pasquale Mirra.

Un organico che amplia la tavolozza timbrica del gruppo, ne arricchisce le connessioni ritmiche e si trova perfettamente sintonizzato sulle coordinate musicali proprie del discorso di Nexus. Un raffronto immediato con le origini si trova nel brano "Nexus Falls," il rifacimento di "Night Raga Falls" a firma di Cavallanti, che si trovava in quel primo Open Mouth Blues, registrato nel 1983 e pubblicato dalla Red Records. Un brano basato sull'alternanza di un ritmo serrato, incalzante e di un tema che sia apre a una chiara impronta sudamericana che richiama le avventure della Liberation Music Orchestra.

Il confronto è significativo: il tempo non ha scalfito la capacità di sviluppare la stessa potenzialità energetica, pur con impasti timbrici e personalità differenti. Ciò che allora era trascinante e contrastato nell'essenzialità, diventa articolato e ribollente. Resta intatta la pulsione alla coralità. Tra i brani, in ugual misura dovuti ai due leader, spicca "Piece for John Carter," un altro omaggio a una personalità di grande valore, come quella del clarinettista scomparso nel 1991, il cui valore nella musica neroamericana è oggi troppo trascurato. Si tratta di una suite in tre episodi principali, che come ricorda lo stesso Tononi parte da un riff del Voodoo Child di Seattle, passa a un episodio ispirato ai grandi dell'avanguardia chicagoana, per aprirsi infine a un delizioso motivo caraibico, che unisce l'Africa, New Orleans e Milano.

Nelle atmosfere dense e misteriose di "John Gilmore and the Pyramids" Tononi si ispira a un tour egiziano di Sun Ra del 1971, mentre in "Morocco '73, a Berber Blues," Cavallanti ricorda un magico viaggio e una melodia conosciuta attraverso un carpentiere berbero, riproposta al flauto, e transitata poi a un insieme strumentale concentrato, ipnotico e incantato come un miraggio sahariano.[Giuseppe Segala | All About Jazz]

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